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Pavimento nuovo sul vecchio?

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Pavimento nuovo sul vecchio? Ecco quando si può sovrapporre

Durante una ristrutturazione cambiare il pavimento è una scelta molto comune, dettata sia da motivi estetici – difficilmente in una casa da mettere a nuovo si mantiene un pavimento datato, tranne se la vetustà non sia sinonimo di pregio e bellezza – ma anche da motivi pratici e funzionali come la demolizione dei muri e una nuova distribuzione degli spazi e il rifacimento degli impianti.

Pavimento ex novo o in sovrapposizione?Questo è il dilemma! Si presuppone che un pavimento in sovrapposizione determini minori costi e minori tempi di lavorazione. È sempre possibile sovrapporre? Non sempre, solo la coesistenza di determinate condizioni permette di intraprendere questa strada.

Pavimenti in ceramica, legno, laminato, PVC, resina o vinile, possono essere tutti posati in sovrapposizione, ognuno con un metodo di posa differente che vedremo in seguito, ma hanno in comune un’operazione preliminare alla sovrapposizione: la verifica del supporto, il pavimento esistente.

Pavimento nuovo sul vecchio? Conoscere la tipologia del pavimento

Se il periodo di costruzione della casa è compreso tra gli anni ‘50 e ‘70 molto probabilmente il pavimento esistente sarà in lastroni di marmocon delle profonde e vistose venature tono su tono. Slittando di circa un decennio, anni ’60 e ’80, sarà facile trovare un pavimento in graniglia. La graniglia è quella pavimentazione costituita da cemento impastato insieme con pezzi di marmo assortiti.

Queste due tipologie di pavimento sono caratterizzate da una notevole compattezza e resistenza; dato il notevole peso, la loro presenza dovrebbe essere sinonimo di solai ben realizzati. Lastroni di marmo o graniglia sono lucidate in perfetto piano e non hanno gli smussi ai lati come le piastrelle monocottura, sono perfettamente tagliate a squadro e posate attaccate l’una all’altra senza alcun distanziatore, questo conferisce loro un ottimo grado di compattezza, tale da attribuire loro la reputazione di “supporti ideali” alla sovrapposizione.

Negli stessi anni fanno il loro esordio le piastrelle in bicottura, con estrosi motivi decorativi e nel tipico formato quadrato 20×20 cm, tappezzavano pavimenti e pareti di bagni e cucine. Data la delicatezza del materiale sarebbe auspicabile evitare la sovrapposizione.

Seguono le piastrelle monocottura. Un pavimento in monocottura è molto resistente, l’ostacolo alla sovrapposizione in questo caso potrebbe essere la planarità. Oggi sono in voga grandi formati o listoni molto lunghi che hanno tolleranze alla planarità molto inferiori alle monocottura impiegate nel passato caratterizzate da ridotti formati. Le piastrelle monocottura hanno i bordi arrotondati e sono posate con fughe larghe; molto probabilmente sarà necessaria la stesura di un sottofondo autolivellante o l’utilizzo di promotore di adesione.

A prescindere dal periodo di costruzione, in una casa da ristrutturare si potrebbe incontrare il parquet. Il parquet è un materiale naturale e nobile, pertanto se ci sono le condizioni e risponde al gusto personale, potrebbe essere ripristinato dato che con il passar del tempo il legno acquisisce sempre maggiore bellezza, ma se così non fosse e si predilige un’altra tipologia di materiale allora sarebbe opportuno eliminarlo e rifare la pavimentazione ex novo. Il legno non è adatto alla sovrapposizione soprattutto di materiali come il gres porcellanato

Pavimento nuovo sul vecchio? Quando va fatta la verifica?

La verifica va sempre fatta prima dell’inizio del cantiere, i casi che si possono presentare saranno:

– Pavimento esistente in ottimo stato si potrà procedere alla posa diretta con adesivo.

– Pavimento esistente fessurato si può prevedere la posa di una membrana antifrattura abbinata ad un primer promotore di adesione (trasforma lo smalto delle vecchie piastrelle in una superficie d’aggancio ruvida), ma attenzione che il pavimento sia privo di umidità.

– Pavimento con parti che si distaccano o che suonano a vuoto ; le parti degradate vanno eliminate, comprensive di pavimento e sottostante massetto, si procede al ripristino del massetto con malta per pavimenti, poi a livellare tutta la superficie e dopodichè con la posa del nuovo pavimento.

Dunque, va data molta attenzione alle parti fessurate, danneggiate o che si distaccano.

Fonte: Edilportale

 

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